Se pensate che un terremoto possa cancellare un borgo, non proseguite nella lettura. Perché quella che vi stiamo per raccontare non è semplicemente la storia di un progetto che la nostra Cooperativa sta portando avanti, ma l’emozionante prova di resilienza di un paese che non è mai scomparso.
Ha cambiato funzione, ha cambiato vita, ha cambiato ruolo. Ma esiste.
Prima Fiorenzuola, cancellata da una frana nel XIII secolo. Poi San Giovanni Nuovo, costruito sulla collina. Oggi, dopo il sisma del 2016 e le criticità idrogeologiche del territorio, questa comunità che affonda le proprie radici in tradizioni secolari si prepara a scrivere un nuovo capitolo. Verrà infatti ricostruita un’altra San Giovanni. Da un’altra parte.
E che ne sarà di San Giovanni Nuovo? Assieme al Comune di Accumoli, alla sezione di Amatrice del CAI abbiamo vissuto nel weekend del 27/28 giugno due giorni di attività con un obiettivo ambizioso: fare in modo che questa frazione continui a essere un luogo vissuto.

Non più soltanto un paese, ma una destinazione. Un luogo di cammini, di storia, di natura, di geologia, di incontri. Un luogo capace di raccontare oltre mille anni di vicende umane e un territorio che custodisce milioni di anni di storia della Terra.
Non ce l’avremmo fatta senza il supporto del Salumificio Amatriciano Sa.No., che non ha semplicemente finanziato un evento, ma ci ha aiutato a costruire un ponte della memoria. Accumoli non poteva incontrare un alleato migliore.

La due giorni appena conclusa è stata un primo passo di questo percorso. Camminare insieme significa immaginare insieme un futuro diverso.
Perché un borgo non muore quando non è più abitato. Muore soltanto quando smettiamo di raccontarlo.
E noi abbiamo scelto di fare esattamente il contrario.

