
Amatrice non è solo una meta. Amatrice è un’esperienza fatta di memoria, natura, cultura e comunità. Visitare questo territorio significa rallentare, osservare e ascoltare. Possibilmente, portando rispetto per la tragedia del 24 agosto 2016, di cui Amatrice serverà per sempre una cicatrice.
Se state programmando una giornata o un weekend, ecco 10 cose che puoi fare per conoscere davvero Amatrice.
1) Deporre un fiore al Monumento ai caduti del sisma

È il primo gesto da compiere. Recatevi al Parco Don Minozzi e osservate un momento di silenzio davanti al monumento che ricorda le vittime del terremoto del 24 agosto 2016. Un atto di rispetto verso una comunità che continua a vivere e a ricostruire. Ma che non dimentica.
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2) Fare un picnic ai piedi del Monte Gorzano

La statua del Cristo al Sacro Cuore, ai piedi del Monte Gorzano è un luogo semplice e potentissimo, immerso nella natura, dove è possibile godere di un panorama mozzafiato, a quasi 1400 metri sul livello del mare. Sedersi qui, con lo sguardo che sale verso il Monte Gorzano, è il modo migliore per riconnettersi con il paesaggio autentico dell’Appennino. E per un credente, anche con Dio. Una volta imboccata la strada dalla frazione di Capricchia, prestate attenzione alle sconnessioni della carreggiata.
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3) Scambiarsi un bacio sul lago di Campotosto (al tramonto)

Pochi chilometri in auto da Amatrice bastano per trovarsi davanti a uno degli spettacoli più suggestivi dell’Italia centrale. Il lago di Campotosto al tramonto è pura contemplazione: colori, silenzi e vento. Scambiarsi un bacio con questa cornice è una promessa d’amore eterno.
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4) Assaggiare mezza gricia e mezza amatriciana

Non puoi dire di essere stato ad Amatrice se non hai assaggiato (assaggiato, si fa per dire) mezza gricia e mezza amatriciana. Tutti i ristoranti amatriciani la sanno cucinare a regola d’arte, ma se è la prima volta che visiti la nostra cittadina, approfittane per scoprire il Polo del Gusto, dove potrai visitare il Laboratorio di Rinascita – è visitabile in qualsiasi momento -, dove i restauratori ti mostreranno passo passo il lavoro compiuto sulle opere del sisma.
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5) Scoprire l’area monumentale di San Fortunato

Nella frazione di Pinaco-Arafranca vi aspetta un luogo simbolo di Amatrice, recentemente restituito alla collettività. L’area monumentale della chiesa di San Fortunato rappresenta un ponte tra storia, spiritualità e rinascita. Una tappa imperdibile del vostro soggiorno nella nostra terra.
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6) Immergersi nell’Amatrice di fine Ottocento

Il Museo Civico “Floriana Svizzeretto” – direttrice per 12 anni del Museo Civico di Amatrice “Cola Filotesio” e scomparsa il 24 agosto 2016 con il crollo della sua abitazione – è un luogo fondamentale per capire Amatrice. Si trova nei pressi del Parco Comunale “Giovanni Minozzi”. Qui potrete guardare come si presentava la nostra cittadina alla fine dell’Ottocento. Uno strumento prezioso per leggere il passato e immaginare il futuro.
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7) Visitare il lago Scandarello e la diga

Lo Scandarello è il lago di Amatrice. Qui troverete anche la lapide in memoria degli eroici amatriciani che salvarono il territorio dai tedeschi in fuga al termine della Seconda Guerra Mondiale. Natura e storia si intrecciano in uno dei luoghi più intensi del nostro territorio. Il posto è ideale per un picnic con i vostri figli, e grazie ai Monti della Laga sullo sfondo è uno dei punti più instagrammabili della conca amatriciana!
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8) Ammirare la scultura di Alfiero Nena

Una delle opere simbolo del terremoto del 2016 merita una visita. È la scultura bronzea “Mucca con vitello nel paesaggio”. Donata ad Amatrice dallo scultore Alfiero Nena, è stata inaugurata il 10 giugno 2018 presso il “Campo Zero”, una delle prissimime aree dove furono costruite le Soluzioni Abitative di Emergenza all’indomani del sisma. Oltre all’indiscusso valore artistico, l’opera rappresenta un simbolo di solidarietà e speranza.
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9) Far volare l’aquilone a Macchie Piane

Pochi posti della conca amatriciana reggono il confronto, quanto a capacità suggestive, con Macchie Piane. Lì, a oltre 1600 metri di quota, il silenzio regna sovrano e restituisce un senso di libertà pura, che rende questo luogo perfetto per grandi e piccoli. E quando c’è vento, far volare un aquilone sotto lo sguardo di Pizzo di Sevo è un’emozione da provare.
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10) Rendere omaggio a Camilla, eroina a 4 zampe

Il Giardino degli Alberi, donato da Jaguar e Land Rover dopo il terremoto, è uno spazio di raccoglimento e memoria che unisce natura e riconoscenza. Al suo interno si trova il monumento dedicato a Camilla, la cagnolina eroina del sisma, simbolo di coraggio, dedizione e speranza nei giorni più difficili. È un luogo che invita alla riflessione, dove il ricordo del sisma si intreccia con un messaggio di umanità e rispetto per chi ha aiutato a salvare vite.
Amatrice non dimenticherà mai. Né Camilla, né tutti gli italiani che si sono sacrificati per lei.
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